Ferie e permessi: durata minima e calcolo

Le ferie e i permessi sono dei periodi di assenza dal lavoro che vengono regolarmente retribuiti in busta paga al lavoratore dal proprio datore di lavoro.

Per il calcolo di ferie e permessi bisogna tenere a mente alcuni casi particolari: sono diverse le regole per la maturazione in caso di contratto full time o contratto a part-time orizzontale e nei casi di part-time verticale o misto.

Sono diverse non soltanto le modalità di calcolo ma anche le regole per la fruizione di giorni di ferie e permessi: mentre i permessi possono essere fruiti a gruppi di ore, le ferie – come previsto dal Codice civile all’articolo 2109 – devono consistere in un periodo di riposo continuativo.

Per capire come maturano le ferie, occorre innanzitutto partire con il vedere quanti giorni di ferie ha a disposizione il lavoratore durante l’anno. Il numero di giorni di ferie di cui il lavoratore può usufruire viene fissato dai contratti collettivi di categoria, a cui bisogna far riferimento per procedere al calcolo delle ferie maturate.

La legge e nello specifico il decreto legge n. 66 del 2003 fissa la durata minima delle ferie retribuite in 26 giorni all’anno, che devono essere godute dal lavoratore nel seguente modo:

per almeno due settimane consecutive in caso di richiesta del lavoratore;
e, per le restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.

Le ferie maturano nel corso del rapporto di lavoro, fin dal momento dell’assunzione.

Ai fini della maturazione delle ferie contano anche i periodi di assenza obbligatoria per gravidanza, per malattia o infortunio sul lavoro, per l’adempimento di funzioni presso seggi elettorali, per congedo matrimoniale e altre assenze individuate da contratti collettivi.

Non contano invece i periodi di assenza per congedo parentale, durante le malattie del bambino, per malattia e infortunio sul lavoro che supera il periodo di comporto, per i lavoratori chiamati a svolgere funzioni pubbliche o a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali, i permessi e aspettative non retribuiti e i periodi di cassa integrazione a zero ore.

Per vedere quanti giorni di ferie si maturano ogni mese, è sufficiente dividere il numero di giorni di ferie previsti dal contratto collettivo nazionale di categoria per 12.

Le regole per il calcolo e la maturazione delle ferie non sono le stesse nel caso di assunzione con contratto di lavoro a part-time verticale: in questo caso i giorni di ferie dovranno essere calcolati prendendo come riferimento la base oraria e non i giorni di lavoro.

Le ferie non godute non possono essere monetizzati dal lavoratore ed erogati in busta paga, lo sono eventualmente solo al termine del rapporto di lavoro.

Per quanto riguarda i permessi, le regole per la maturazione e per calcolare le ore di permesso maturate ogni mese sono le stesse di quelle previste per le ferie.

Anche in questo caso, infatti, occorrerà fare riferimento al contratto collettivo nazionale di categoria: è proprio il contratto nazionale a prevedere il numero di permessi di cui il lavoratore può fruire durante l’anno.

Per calcolare i giorni di permesso maturati ogni mese, dunque, occorrerà dividere il numero di giorni previsto dal contratto di categoria per 12.

Anche per quanto riguarda la richiesta di permessi, il lavoratore deve fare richiesta al datore di lavoro.

I permessi non goduti possono essere monetizzati dal lavoratore ed erogati in busta paga.

 

Potrebbe piacerti anche

I commenti sono chiusi.