Nullità della clausole di parity rate, il successo di Federalberghi

L'importante novità contenuta nella recente Legge sulla Concorrenza

Negli scorsi giorni il disegno di legge per il mercato e la concorrenza, contenente la disposizione che sancisce la nullità delle clausole vessatorie imposte dai portali di prenotazione (cosiddetta “ parity rate ”), è stato definitivamente approvato dal Senato, nel medesimo testo già passato dalla Camera. Il provvedimento rappresenta un importante successo per  Federalberghi, che ha sostenuto con forza questo intervento, come sottolinea il presidente di Federalberghi Confcommercio Lecco, Severino Beri: “Ci siamo battuti perché questo provvedimento fosse inserito nella legge sulla concorrenza: siamo molto soddisfatti del risultato finale. Si tratta di una decisione ispirata dal buon senso, che stabilisce un nuovo e più corretto equilibrio nel rapporto tra le imprese ricettive e le multinazionali dell’intermediazione. In questo modo inoltre vengono ristabilite parità di condizioni tra il sistema turistico italiano e quello di importanti Paesi concorrenti”. Poi aggiunge: “I primi a beneficiare di questa importante novità saranno i consumatori. Non tutti lo sanno ma quando un portale promette il miglior prezzo, in realtà sta dicendo che ha proibito al sito internet dell’albergo di offrire al cliente un prezzo più conveniente. Il contatto diretto, oltre a personalizzare e rafforzare la relazione, consente ai turisti di ricevere informazioni di prima mano in relazione alle disponibilità, alla possibilità di soddisfare richieste specifiche e di beneficiare di eventuali offerte speciali o servizi e condizioni particolari. Ma vorrei evidenziare anche un altro aspetto conseguenza della nuova norma: il nuovo sistema, oltre a generare vantaggi per i consumatori, ai quali si offre la possibilità di accedere a tariffe più basse o altri trattamenti di favore, porterà vantaggi anche per l’Erario, che beneficerà di un maggior gettito, altrimenti destinato ad altri Stati o ai paradisi fiscali”. Poi Severino Beri, che è anche vicepresidente vicario di Confcommercio Lecco, evidenzia anche un aspetto imprenditoriale: “La messa al bando di queste clausole vessatorie offre nuovi spazi per le imprese, che potranno sviluppare liberamente le proprie politiche commerciali e  utilizzare sino in fondo le potenzialità dei siti internet delle proprie strutture. Ma è chiaro che si aprono anche nuove sfide da raccogliere: gli alberghi che desiderano potenziare le vendite dirette non possono fare affidamento solo sulla nuova legge, ma devono investire sulla realizzazione di siti più performanti, sulla formazione dei collaboratori, sull’informazione degli ospiti. A loro volta, i portali, non potendo più contare sulla rendita di posizione offerta dalle clausole di parity rate, dovranno investire sulla qualità del servizio e sulla riduzione delle commissioni”.

Le disposizioni inerenti la parity rate sono contenute nell’articolo 1, comma 166, della legge sulla concorrenza il cui testo stabilisce che “è nullo ogni patto con il quale l’impresa turistico-ricettiva si obbliga a non praticare alla clientela finale, con qualsiasi modalità e qualsiasi strumento, prezzi, termini e ogni altra condizione che siano migliorativi rispetto a quelli praticati dalla stessa impresa per il tramite di soggetti terzi, indipendentemente dalla legge regolatrice del contratto”.

 

 

 

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