SANIFICARE L’AMBIENTE (differente dalla pulizia)

E’ stato pubblicato il nuovoDPCM del 18 ottobre 2020 che avrà validità fino al 13 novembre 2020.

Il presente DPCM integra il precedente DPCM del 13 Ottobre (clicca qui per visualizzarlo)

ULTIMO DPCM: 18 OTTOBRE 2020

ALLEGATI AL DPCM 18 OTTOBRE 2020

 

Il punto 4 del Protocollo 24 aprile 2020, recepito nell’allegato 6 del Dpcm 26 Aprile 2020 (attualmente sostituito con l’allegato 12 del Dpcm 13 Ottobre 2020), ha chiarito cosa si intende per “SANIFICAZIONE DEGLI AMBIENTI NON SANITARI“.

Differenza tra “pulizia” e “sanificazione” dei locali:

La pulizia viene fatta con acqua e sapone o comuni detergenti.

La sanificazione è un intervento che elimina batteri e agenti contaminanti ed è il passo successivo alla pulizia. La sanificazione deve essere fatta come da indicazioni contenute nella Circolare 5.443 del Ministero della Salute del 22 febbraio 2020 e che individua le misure di igiene da prendere nei locali dove siano state presenti persone contagiate da Covid-19.

Per quanto riguarda l’attività di sanificazione/decontaminazione dei locali durante questa emergenza, si seguono a oggi le prescrizioni di cui la Circolare 5.443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute (scaricala qui) e la Circolare n. 3.190 del 3 febbraio 2020, secondo le quali occorre adottare le comuni misure preventive della diffusione delle malattie trasmesse per via respiratoria, e in particolare:

  • lavarsi frequentemente le mani;
  • porre attenzione all’igiene delle superfici;
  • evitare i contratti stretti e protratti con persone con sintomi simil influenzali;
  • adottare ogni ulteriore misura di prevenzione dettata dal datore di lavoro.

La sanificazione/decontaminazione deve avvenire utilizzando i DETERGENTI PER LA NORMALE PULIZIA DEL NEGOZIO E DELLE SUPERFICI ESPOSTE (con particolare attenzione ai camerini, maniglie delle porte, cassa, vetrine, servizi igienici, ecc…) e successivamente deve essere fatto un secondo passaggio con i DISINFETTANTI CONTENENTI:

  • IPOCLORITO DI SODIO (0,1%): soluzione tra acqua e candeggina allo 0,1% che significa, ad esempio, che – per un litro di prodotto – servono 10 ml di candeggina e 990 ml di acqua;

OPPURE

  • ETANOLO al 75%: ad esempio, per un litro, serve combinare 75 parti di alcol etilico e 25 di detergente neutro.

Precisiamo che non è necessario chiedere interventi di terzi per la pulizia e la sanificazione

 

Circolare 17.644
del 22 Maggio 2020

La Circolare 17.644 del 22 Maggio 2020 contiene “Indicazioni per l’attuazione di misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 attraverso procedure di sanificazione di strutture non sanitarie (superfici, ambienti interni) e abbigliamento“.

 

La circolare approfondisce i seguenti temi:

  • Valutazione del contesto
  • Definizione di sanificazione
  • Misure organizzative
  • Attività di sanificazione in ambiente chiuso
  • Procedure di pulizia e sanificazione per ambienti esterni di pertinenza
  • Tipologia di disinfettanti
  • Abbigliamento e materiali tessili
  • Procedure di sanificazione riconducibili a OZONO, CLORO ATTIVO generati in-situ, PEROSSIDO D’IDROGENO applicato mediante vaporizzazione/aerosolizzazione

Per quanto riguarda il tema della sanificazione di ABBIGLIAMENTO E MATERIALI TESSILI, si segnala che – come già indicato nelle Linee Guida di Federazione Moda Italia per la ripresa – si tratta di BUONE PRASSI, RACCOMANDAZIONI, SUGGERIMENTI da attuare sulla scorta delle specifiche esigenze dei singoli negozi di moda e NON DI OBBLIGHI DI LEGGE, riconducibili invece al DPCM del 17 maggio e successive integrazioni.

La Circolare n. 17.644, infatti, contiene NUMEROSE INDICAZIONI AL CONDIZIONALE a conferma della mera natura di RACCOMANDAZIONI, eccezion fatta per la SANIFICAZIONE DEI CAMERINI (pulizia e disinfezione superfici esposte) che DEVE essere effettuata in ragione della frequenza di utilizzo.

“Dopo la ripresa dell’attività, per gli ambienti chiusi sottoposti a NOTEVOLI AFFLUSSI DI PUBBLICO e contenenti materiali con esigenze di disinfezione aggiuntive per i CAPI DI ABBIGLIAMENTO, è opportuno programmare trattamenti giornalieri, o comunque a cadenza regolare definita.

Il rispetto di alcune buone prassi previste per il comportamento delle persone (uso di guanti e dispenser con gel idroalcolici all’ingresso delle cabine di provaimpedire contatto con la merce esposta senza guantiPOTENZIEREBBE gli effetti della sanificazione periodica dei locali; insieme LIMITEREBBERO la diffusione del virus anche nel caso in cui nei negozi di abbigliamento fosse offerta la possibilità di indossare il capo per prova.

camerini DEVONO essere sanificati (pulizia e disinfezione delle superfici esposte) in ragione della frequenza del loro utilizzo.

Il vapore secco SEMBRA ESSERE il metodo CONSIGLIABILE per la sanificazione degli abiti.

L’utilizzo di prodotti chimici è SCORAGGIATO per motivi legati alla stabilità dei colori, alle caratteristiche delle fibre ed al potenziale impatto eco tossicologico.

Le radiazioni ionizzanti sono DIFFICILMENTE esportabili a livello di attività commerciale: le lampade UV-C POTREBBERO essere un buon compromesso per costo-efficacia e rapidità d’uso, MA non per tutti i capi d’abbigliamento (ad es., è sconsigliato per biancheria trattata con sbiancanti ottici e per abiti in fibre naturali dai colori accesi o intensi).

Il lavaggio dei capi, sia in acqua con normali detergenti oppure a secco presso le lavanderie professionali, è certamente una BUONA PRASSI in grado di rispondere alle esigenze di sanificazione, MA rappresenta un processo di MANUTENZIONE STRAORDINARIO“.

SCARICA LA CIRCOLARE COMPLETA

 

Per organizzare la riapertura a norma di legge, si consiglia
di consultare anche le altre sezioni

 

 

 

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