Come riaprire (o continuare a essere aperto)

La sezione “Come riaprire (o continuare a essere aperto)” indica con precisione le disposizioni per le attività commerciali per riaprire e continuare a essere aperte dal 15 luglio 2020, in base al DPCM 14 luglio 2020 e alle Ordinanze di Regione Lombardia.

CONSULTA LE LINEE GUIDA PER LE SINGOLE ATTIVITA’

NEWS!
Ordinanza n.580 Regione Lombardia del 14 luglio 2020

La nuovaOrdinanza n.566 di Regione Lombardia mantiene in vigore e  ripropone in toto quanto stabilito dalle  precedenti Ordinanze (n.573, n.566, n.547 e n. 555) inmateria di rilevazione della temperatura sui luoghi di lavoro.

 

Di seguito vi riportiamo il paragrafo 1.3 della nuova Ord. n.580 di Regione Lombardia:

1.3 Rilevazione della temperatura corporea sui luoghi di lavoro

I datori di lavoro osservano le seguenti prescrizioni:

a) I datori di lavoro osservano le seguenti prescrizioni: deve essere rilevata prima dell’accesso al luogo di lavoro la temperatura corporea del personale, a cura o sotto la supervisione del datore di lavoro o suo delegato. Tale previsione deve essere altresì attuata anche qualora durante l’attività il lavoratore dovesse manifestare i sintomi di infezione da COVID – 19 (es. tosse, raffreddore, congiuntivite). Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso o la permanenza ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione saranno momentaneamente isolate e non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede. Il datore di lavoro comunicherà tempestivamente tale circostanza, tramite il medico competente di cui al d.l. n.81/2008 e/o l’ufficio del personale, all’ATS territorialmente competente la quale fornirà le opportune indicazioni cui la persona
interessata deve attenersi. Nel caso in cui il lavoratore prenda servizio in un luogo di lavoro o svolga la propria prestazione con modalità particolari che non prevedono la presenza fisica del datore di lavoro o suo delegato – quali i servizi alla collettività (quali, a titolo esemplificativo, il trasporto pubblico locale ferroviario ed automobilistico, il servizio di trasporto ferroviario ed automobilistico di merci) e/o per i singoli individui (quali, a titolo esemplificativo, i servizi di assistenza domiciliare) – le prescrizioni previste devono essere rispettate con la seguente modalità:

1. il lavoratore dovrà tempestivamente comunicare eventuali sintomi da infezione da COVID-19 al datore di lavoro o al suo delegato, astenendosi dal presentarsi sul luogo di lavoro. Il dipendente dovrà dare analoga tempestiva comunicazione anche quando, durante l’attività, dovesse manifestare i sintomi di infezione da COVID-19 (es. febbre, tosse, raffreddore, congiuntivite).

2. qualora il dipendente dovesse manifestare tali sintomi, non dovrà accedere o permanere nel luogo di lavoro e dovrà mettersi in momentaneo isolamento senza recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede.

3. il lavoratore dovrà quindi immediatamente informare il datore di lavoro o suo delegato che, a sua volta, comunicherà tempestivamente tale circostanza, tramite il medico competente di cui al d.lgs. n. 81/2008 e/o l’ufficio del personale, all’ATS territorialmente competente, la quale fornirà le opportune indicazioni cui la persona interessata dovrà attenersi.

4. in ogni caso, il datore di lavoro o il suo delegato è tenuto a rammentare – attraverso, per esempio, appositi sms o mail – al personale dipendente l’obbligo di misurare la temperatura corporea.

5. inoltre, il datore di lavoro o suo delegato potrà in ogni momento verificare, anche a campione, l’eventuale sussistenza di sintomi da COVID-19 che impediscono l’inizio o la prosecuzione della prestazione lavorativa da parte del dipendente.

b) Si raccomanda fortemente la rilevazione della temperatura anche nei confronti dei clienti/utenti, prima dell’accesso. In caso di accesso ad attività di ristorazione con consumazione al tavolo, la rilevazione della temperatura corporea dei clienti è obbligatoria. Se tale temperatura dovesse risultare superiore a 37,5°, non sarà consentito l’accesso alla sede e l’interessato sarà informato della necessità di contattare il proprio medico curante.

c) E’ fortemente raccomandato l’utilizzo della app «AllertaLom» da parte del datore di lavoro e di tutto il personale, compilando quotidianamente il questionario «CercaCovid».

I protocolli di sicurezza anti-contagio di cui all’art. 1 lettera ll), del D.P.C.M. dell’11 giugno 2020, per le attività professionali devono tenere conto di quanto disposto dalla presente ordinanza.


Le attivita’ apertedevono essere svolte seguendo le seguenti disposizioni, contenute nel Dpcm 17 maggio 2020, di cui allegati 16, 11 e 12.

La mancata attuazione dei protocolli che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

In fondo all’articolo, dopo gli allegati, troverete due note importanti da leggere attentamente.

 

Allegato 16
Misure igienico sanitarie
da far rispettare a tutti coloro che accedono ai locali dell’attività

 

 

 

 

 

Allegato 11
Misure per gli esercizi commerciali

 

 

 

Allegato 12
Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro

 

 

 

Indichiamo di seguito alcune importanti precisazioni inerenti i singoli punti del Protocollo:

 

  • al punto 1INFORMAZIONE vengono individuati gli obblighi in tal senso del datore di lavoro, ma contemporaneamente anche obblighi a carico del lavoratore, sia di ordine informativo che comportamentale, anche relativamente al corretto uso dei DPI;
  • al punto 2, INGRESSO IN AZIENDA, il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea; prevista la certificazione medica di “avvenuta negativizzazione” del tampone per il rientro di lavoratori già risultati positivi. Si ricorda che in Regione Lombardia dal 18 maggio fino al 31 maggio è obbligatorio da parte del datore di lavoro il controllo della temperatura al personale dipendente.
  • al punto 3, le novità sull’ACCESSO dei fornitori esterni si soffermano sui rapporti di appalto che coinvolge innanzitutto l’appaltatore che sia a conoscenza di casi di contagio tra i propri addetti e che deve vigilare sul rispetto delle disposizioni previste nell’azienda in cui si volge l’appalto;
  • al punto 4, sulla PULIZIA e SANIFICAZIONE dell’azienda, il punto più rilevante è che è stata chiarita la portata dell’accezione “sanificazione”, che aveva portato a interpretazioni non univoche soprattutto, riferendosi ora esplicitamente alla sanificazione individuata dal Ministero della Salute (Circolare 5.443 del 22 febbraio 2020) ovvero una “pulizia accurata delle superfici ambientali con acqua e detergente seguita dall’applicazione di disinfettanti comunemente usati a livello ospedaliero” eseguibile pertanto dal personale ordinariamente addetto a tali servizi, e non già delle sanificazioni che comportino certificazioni di ditte esterne specializzate;
  • al punto 5PRECAUZIONI IGIENICHE PERSONALI si sancisce l’obbligo di assicurare i gel detergenti per le mani ai lavoratori;
  • al punto 6, circa i DPI, l’obbligo individuato riguarda le mascherine chirurgiche che devono essere indossate negli spazi comuni;
  • al punto 8, ORGANIZZAZIONE AZIENDALE, si fissa l’attenzione allo smart working anche in termini di bisogni di assistenza specifica o di impiego più funzionale, ricordando altresì la misura comportamentale del distanziamento sociale, anche in termini di organizzazione del lavoro, con rimodulazione di spazi ed orari;
  • infine si è intervenuti sostanzialmente sui punti 12 e 13 per fissare l’attenzione sulle funzioni del medico competente considerati i suoi ruoli “istituzionali” e la gestione del protocollo o attraverso comitati aziendali ovvero comitati a livello territoriale.

Per le specifiche determinazioni, è possibile scaricare qui il Protocollo integrale (Allegato 12).

SCARICA IL PROTOCOLLO (ALL.12 DPCM 17 MAGGIO 2020)

NOTE IMPORTANTI (da leggere attentamente)

 

  1. Con riferimento all’allegato 12, l’ATS Lecco Monza Brianza ha predisposto un Check list che deve essere compilata e tenuta agli atti, per esibirla in caso di visita ispettiva (la check list è scaricabile nella sezione “Modulistica“).
  2. Ricordiamo che, per quanto riguarda l’attività di sanificazione/decontaminazione durante questa emergenza dei locali, si seguono ad oggi le prescrizioni di cui dalla Circolare 5.443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute e della Circolare n. 3.190 del 3 febbraio 2020, e la recentissima Circolare 17.644 del 22 Maggio 2020 secondo le quali:
  • occorre adottare le comuni misure preventive della diffusione delle malattie trasmesse per via respiratoria, e in particolare:

a) lavarsi frequentemente le mani;
b) porre attenzione all’igiene delle superfici;
c) evitare i contratti stretti e protratti con persone con sintomi simil influenzali;
d) adottare ogni ulteriore misura di prevenzione dettata dal datore di lavoro.

  • la SANIFICAZIONE/DECONTAMINAZIONE deve avvenire utilizzando detergenti per la normale pulizia del negozio e delle superfici esposte (con particolare attenzione ai camerini, maniglie delle porte, cassa, vetrine, servizi igienici, ecc…) e successivamente un secondo passaggio con i seguenti DISINFETTANTI CONTENENTI:
  1. IPOCLORITO DI SODIO (0,1%):soluzione tra acqua e candeggina allo 0,1% che significa, ad esempio, che – per un litro di prodotto – servono 10 ml di candeggina e 990 ml di acqua

OPPURE

2. ETANOLO al 75%: ad esempio, per un litro, serve combinare 75 parti di alcol etilico e 25 di  detergente neutro.

Precisiamo che non è necessario chiedere interventi di terzi per la pulizia e la sanificazione.

 

NEWS
Circolare 17.644
del 22 Maggio 2020

La recente Circolare 17.644 del 22 Maggio 2020 contiene “Indicazioni per l’attuazione di misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 attraverso procedure di sanificazione di strutture non sanitarie (superfici, ambienti interni) e abbigliamento“.

 

La circolare approfondisce i seguenti temi:

  • Valutazione del contesto
  • Definizione di sanificazione
  • Misure organizzative
  • Attività di sanificazione in ambiente chiuso
  • Procedure di pulizia e sanificazione per ambienti esterni di pertinenza
  • Tipologia di disinfettanti
  • Abbigliamento e materiali tessili
  • Procedure di sanificazione riconducibili a OZONO, CLORO ATTIVO generati in-situ, PEROSSIDO D’IDROGENO applicato mediante vaporizzazione/aerosolizzazione

Per quanto riguarda il tema della sanificazione di ABBIGLIAMENTO E MATERIALI TESSILI, si segnala che – come già indicato nelle Linee Guida di Federazione Moda Italia per la ripresa – si tratta di BUONE PRASSI, RACCOMANDAZIONI, SUGGERIMENTI da attuare sulla scorta delle specifiche esigenze dei singoli negozi di moda e NON DI OBBLIGHI DI LEGGE, riconducibili invece al DPCM del 17 maggio e successive integrazioni.

La Circolare n. 17.644, infatti, contiene NUMEROSE INDICAZIONI AL CONDIZIONALE a conferma della mera natura di RACCOMANDAZIONI, eccezion fatta per la SANIFICAZIONE DEI CAMERINI (pulizia e disinfezione superfici esposte) che DEVE essere effettuata in ragione della frequenza di utilizzo.

“Dopo la ripresa dell’attività, per gli ambienti chiusi sottoposti a NOTEVOLI AFFLUSSI DI PUBBLICO e contenenti materiali con esigenze di disinfezione aggiuntive per i CAPI DI ABBIGLIAMENTO, è opportuno programmare trattamenti giornalieri, o comunque a cadenza regolare definita.

Il rispetto di alcune buone prassi previste per il comportamento delle persone (uso di guanti e dispenser con gel idroalcolici all’ingresso delle cabine di provaimpedire contatto con la merce esposta senza guantiPOTENZIEREBBE gli effetti della sanificazione periodica dei locali; insieme LIMITEREBBERO la diffusione del virus anche nel caso in cui nei negozi di abbigliamento fosse offerta la possibilità di indossare il capo per prova.

camerini DEVONO essere sanificati (pulizia e disinfezione delle superfici esposte) in ragione della frequenza del loro utilizzo.

Il vapore secco SEMBRA ESSERE il metodo CONSIGLIABILE per la sanificazione degli abiti.

L’utilizzo di prodotti chimici è SCORAGGIATO per motivi legati alla stabilità dei colori, alle caratteristiche delle fibre ed al potenziale impatto eco tossicologico.

Le radiazioni ionizzanti sono DIFFICILMENTE esportabili a livello di attività commerciale: le lampade UV-C POTREBBERO essere un buon compromesso per costo-efficacia e rapidità d’uso, MA non per tutti i capi d’abbigliamento (ad es., è sconsigliato per biancheria trattata con sbiancanti ottici e per abiti in fibre naturali dai colori accesi o intensi).

Il lavaggio dei capi, sia in acqua con normali detergenti oppure a secco presso le lavanderie professionali, è certamente una BUONA PRASSI in grado di rispondere alle esigenze di sanificazione, MA rappresenta un processo di MANUTENZIONE STRAORDINARIO“.

Credito d’imposta

Si ricorda, inoltre, che è previsto un contributo statale sotto forma di credito d’imposta del 50% dei costi sostenuti nel 2020 per gli acquisti relativi alla sanificazione degli ambienti di lavoro fino a un importo di 20mila euro.
Oltre alle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, l’art. 30 del Decreto Legge n. 23 dell’8 aprile 2020 (“Decreto Liquidità”) ha incluso le spese sostenute per i detergenti per le mani, i disinfettanti e i dispositivi di protezione individuale (ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari).
È altresì oggetto di contributo anche l’acquisto e l’installazione di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale (quali, ad esempio, barriere e pannelli protettivi). Sono, inoltre, allo studio bandi di finanziamento da parte delle Regioni e delle Camere di Commercio per sostenere le imprese in questo difficile momento.

Bando Invitalia

Si ricorda che, in attuazione all’art. 43, comma 1 del Decreto legge n° 18 ( cd. Cura Italia), è stato pubblicato un bando da Invitalia per ottenere il rimborso delle spese sostenute dalle aziende per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale per il personale interno,  finalizzati al contenimento e al contrasto dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Bando “Safe working”

Infine si informa che è prossima l’uscita di un bando di Regione Lombardia, denominato “Safe-Working – Io Riapro Sicuro”, che prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto fino al 60% per le piccole imprese e fino al 70% per le microimprese a fronte di un investimento minimo di e 2.000 (con un contributo massimo di € 25.000), per l’acquisto non solo di DPI ma anche per l’acquisto di macchinari, attrezzature e apparecchiature relative alla sanificazione aziendale.

 

Per organizzare la riapertura a norma di legge, si consiglia di consultare anche le altre sezioni “Chi può aprire“, “Come sanificare i locali” e “Modulistica da stampare“.

 

Potrebbe piacerti anche

I commenti sono chiusi.